Fuori dalle rotte più battute, in un territorio verdissimo e punteggiato di piccoli centri abitati fra l’Orvietano, il comprensorio di Todi e altrove quasi a cavaliere del confine col Lazio, sono innumerevoli le proposte per andare alla scoperta di un’Umbria “altra”, diversa da quella delle gemme consacrate da secoli dal turismo.
Una tappa di sorprendente bellezza è Lugnano in Teverina, arroccata con la sua pianta quasi ellittica in vista dell’alta Tuscia, poco distante dall’oasi faunistica di Alviano, una delle più belle zone umide dell’Italia centrale, e dalla stupefacente foresta fossile di Dunarobba, e facilmente collegata a tanti altri piccoli centri: Attigliano, Baschi, Giove, Guardea; per non parlare della non distante Amelia, che merita un viaggio essa sola.


A Lugnano, fra palazzi cinquecenteschi – alcuni trasformazioni di precedenti edifici medievali – e una trama di vie maestre e vicoletti dalle viste sorprendenti sulla valle sottostante o sui colli circostanti, una tappa imprescindibile è la collegiata di Santa Maria Assunta, capolavoro del Romanico laziale con influenze lombarde. L’edificio attualmente visibile risale all’XI e XII secolo, col portico datato 1230, incrostato di cornici musive in parte cadute e caratterizzato da colonne tortili e lisce, capitelli e fregio. La facciata a salienti s’impone per lo splendido rosone inquadrato da cornici musive e i simboli degli Evangelisti con due grifi, una rosa contornata da catini in maiolica e, al vertice, un’aquila che trattiene un agnello fra gli artigli. L’interno a tre navate ha uno dei più impressionanti ed estesi pavimenti dell’Italia centrale decorati con marmi antichi di riutilizzo (una ricca villa romana è in corso di scavo da parte dell’Università di Phoenix – Arizona, poco distante da Lugnano), messi in opera dalla bottega duecentesca dei Cosmati, con schola cantorum a transenne, candelabro e amboni sempre in stile cosmatesco, un capitello decorato con la celebrazione dell’Eucaristia e un ciborio a protezione dell’altare, nel presbiterio sopraelevato sulla cripta. Notevoli dietro l’altare il trittico mariano di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, datato nella seconda metà del Quattrocento, e un bel San Girolamo penitente attribuito a Leandro Bassano, riferibile agli ultimi decenni del Cinquecento. Ai piedi del centro storico da non perdere il piccolo convento fondato da San Francesco negli anni Dieci del Duecento, con opere d’arte ragguardevoli come gli altari in scagliola e un affresco trecentesco col miracolo di Lugnano operato dal Poverello d’Assisi.

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